Nex Generation Plan

 

 Associazione "Pro Carnia 2020"  

     Proposta piano di sviluppo con l'utilizzo del Recovery Fund 

            NEXT GENERATION CARNIA

 

PREMESSA

I prossimi mesi saranno decisivi per il nostro paese e per il nostro territorio, la Carnia. Che lo si chiami "piano di resilienza e ripartenza", come fa il Governo italiano, o "next generation UE", come fa la Commissione Europea, il pacchetto di finanziamenti per la ripresa dalla pandemia da covd-19 influenzerà  il futuro delle nuove generazioni (i nostri figli, i nostri nipoti)

L’opportunità di poter utilizzare i finanziamenti in arrivo dall’Europa attraverso il Recovery Fund,  ai quali si uniranno quelli previsti dalla Programmazione Europea 2021-27, impone una riflessione a ogni livello, alla quale anche la nostra Associazione vuole partecipare, nella speranza di poter essere utile a coloro (politici, pubblici amministratori, funzionari) che sono istituzionalmente  chiamati ad elaborare e poi attuare il Piano da presentare. Ma anche nella speranza di poter suscitare sul tema l'attenzione e l'interesse di tutti i cittadini e in particolare dei giovani, ai quali il Piano è rivolto, siano essi presenti nelle istituzioni (pensiamo all’ Ass. CUMO’ recentemente costituitasi) o impegnati nelle varie associazioni. Quanto più vasta e consapevole sarà la riflessione, tanto più probabilmente ne usciranno soluzioni utili, preveggenti e condivise.

            Sulla base di queste considerazioni, l'associazione “Pro Carnia 2020” presenta le seguenti riflessioni e proposte per un piano  per il rilancio della Carnia dopo covid 19, che si vorrebbe efficace anche per i figli e nipoti delle generazioni attuali.

Alcune  considerazioni sono alla base delle riflessioni e proposte che seguono.

 1. La quantità dei mezzi finanziari che il pacchetto metterà a disposizione è straordinaria. Per l'urgenza di far ripartire l'economia, una parte importante di questi mezzi sarà destinata a finanziare opere infrastrutturali per le quali già esiste un progetto, almeno di massima. È una opportunità che la Carnia non può perdere, dato che per molto tempo potrebbe non ripresentarsi un’occasione analoga.

2. Qualsiasi realizzazione di opere infrastrutturali in Carnia avrà senso per le generazioni future solamente se si troverà il modo di arrestare la persistente frana demografica ed il conseguente impoverimento sociale del nostro territorio.

3. Ne consegue che occorre predisporre un piano di opere di opere infrastrutturali che mettano la Carnia nelle condizioni di ripartire da una crisi che è collegata alla pandemia da Covid19, ma che è resa più grave dal fatto che gli effetti della pandemia non hanno fatto altro che accelerare una crisi già in atto e che ha come dato significativo lo spopolamento progressivo del territorio. Il piano dovrà proporsi quindi di interrompere  il circolo vizioso che si è attivato per cui il calo della popolazione rende invivibili i paesi e questa invivibilità favorisce l’ulteriore fuga, soprattutto delle nuove generazioni, che non trovano nessuna motivazione valida per continuare a vivere in una zona sempre più disabitata e, per giunta, con i maggiori costi e maggiori sacrifici che comporta il vivere in montagna. 

4. Riassumendo, occorre: da un lato non perdere l’occasione di accedere a mezzi straordinari e probabilmente irripetibili; dall'altro, fare in modo che, anche tramite idee e progetti diversi da quelli ammissibili ai finanziamenti della UE , si riesca ad invertire la tendenza, facendo in modo che la Carnia torni ad essere una terra dove si possa scegliere di vivere, non solo una volta andati in pensione.

 

 OBIETTIVO

             Definito che   l’obiettivo prioritario deve essere quello di arrestare la frana demografica in atto, occorre:

- invertire la tendenza, facendo in modo che la Carnia torni ad essere “terra di elezione”, dove si sceglie di vivere,

 rendere la Carnia, come chiede l’Europa: più intelligente, più verde, più connessa, più sociale, più vicina ai cittadini, ed anche più in grado di utilizzare il vantaggio d’essere ponte tra l’Adriatico e l’Europa.

            Storicamente la Carnia è stata abitata per esigenze di sopravvivenza. Ci si è spinti a raccogliere l’ultimo filo d’erba sulle montagne per mantenere degli animali che consentissero la sopravvivenza dell’uomo. In un secondo momento il reddito derivante dal territorio è stato integrato con l’emigrazione. Le iniziative endogene non sono mancate, a partire da Linussio, (sec. XVII, XVIII)  o  quelle nel campo delle utilizzazioni boschive,  senza dimenticare l'importante ruolo svolto dalle cooperative all'inizio del secolo scorso e le iniziative in campo turistico nella seconda parte dell’Ottocento e del secondo dopoguerrra. Ma  non sono mai bastate a garantire un PIL adeguato alle necessità.

            Comunque è stata l’economia a favorire il popolamento, non il fascino del vivere in montagna che è una scoperta moderna. Quindi si deve partire pensando allo sviluppo economico da cui far discendere una situazione sociale favorevole all’abitare in montagna  e nel contempo sostenere con mezzi opportuni questa riscoperta della montagna come luogo del “vivere bene”.

             Metodologicamente è importante accordarsi su quelli che si ritengono i “punti di forza”, lasciando perdere le lamentazioni sui punti di debolezza.

  1. Si deve quindi pensare di ripartire sviluppando un sistema economico che favorisca come conseguenza diretta la residenzialità, partendo dal recupero del patrimonio abitativo ora in abbandono e puntando a “nuovi residenti”, attratti dal fascino dei luoghi e dalle possibilità offerte dallo smart working, che potrà diventare il modo di lavorare del futuro.
  2.  Questo sarà  possibile solo se ci saranno le condizioni per avviare nuove iniziative imprenditoriali, puntando sulle start up, su giovani che fanno impresa.
  3. Senza ovviamente trascurare, soprattutto nella fase di avvio del piano, il beneficio che deriverebbe dagli investimenti in infrastrutture, in particolare se queste fossero pensate per valorizzare il ruolo di ponte tra Adriatico e Centro Europa che la Carnia ha avuto in passato e può assumere in  futuro.
  4. Fondamentale e assolutamente prioritaria è la realizzazione di una infrastruttura informatica, tanto efficiente quanto capillare.  

 

            Richiamandosi alle Direttive suggerite dall’Unione Europea, si può immaginare un piano articolato in tre ambiti: AMBIENTE, INCLUSIVITA’, DIGITIALIZZAZIONE.

            In sintesi si vuole cioè fare dell’ambiente un punto di forza di un nuovo sviluppo economico facilitato dalla digitalizzazione per favorire l’inclusività.

            Non un piano calato dall’alto, ma al contrario un piano che comporti un coinvolgimento delle istituzioni locali, le quali potranno avvalersi degli apporti di Enti, Associazioni, competenze presenti nel territorio, come si auspica  possa avvenire  con la regia del nuovo Ente montano.

            Secondo gli schemi in uso nell’unione europea, si immagina un piano nel quale le tre Macro aree sono sviluppate  in Assi di intervento, articolate in specifiche azioni in capo a definiti soggetti attuatori, riservando alla nuova Comunità della Carnia il ruolo di regia generale.

            Lo nostra traccia potrà servire come base per raccogliere suggerimenti e integrazioni, ma soprattutto come base da integrare con più dettagliati progetti specifici, che daranno sostanza al piano.

            Assi e Azioni comunque hanno valore indicativo.

   Volando un po’ con la fantasia, si potrebbe immaginare che il Piano della Carnia venga adottato dalla Regione e duplicato (adattandolo) a quante sono le Comunità Montane. Presentato poi a Roma come modello per le altre Regioni, in modo da arrivare a presentare a Bruxelles sul conto del  Ricovery Plan un Progetto per le Aree Povere della Montagna Italiana.

            Ma dal momento che al Recovery Plan si uniranno le risorse dei Fondi strutturali, il progetto complessivo potrà essere a sua volta articolato in più progetti, integrati tra loro, da declinare secondo quanto richiesto dai bandi. Una particolare attenzione potrà ad esempio essere posta nello sviluppare i rapporti tra Carnia e Stiria e Carinzia o con la Slovenia attraverso i patti territoriali Transfrontalieri, allo sviluppo delle Aree Periferiche, ai Progetti integrati di sviluppo locale.

                               IL PIANO

A)  - MACRO AREA AMBIENTE.

 ASSE 1 –  Ambiente da valorizzare: il Turismo.

             Si assume il turismo come asset prioritario perché è il settore economico che più di ogni altro utilizza l’ambiente per generare valore economico, ma allo stesso tempo consente a un territorio come il nostro di superare l’handicap della perifericità, dell’isolamento, creando una relazione virtuosa tra ospiti e residenti, tra accoglienza e residenza.

            Altre zone montane hanno puntato sul turismo con risultati  notevoli. Il fatto di arrivare in ritardo ci consente, e ci obbliga, a puntare su un turismo alternativo, quello che viene definito il turismo slow, “esperienziale” appunto caratterizzato dall’apprezzamento dell’ambiente. 

            Non è una esperienza nuova per la Carnia. Già alla fine dell’Ottocento si è vissuto un momento di forte sviluppo puntando sull’ambiente e, in qualche misura, anche nel secondo dopoguerra. L’abbassamento dei limiti altimetrici che impedisce la coltivazione del frumento o della vita, era stato trasformato da handicap nel brand positivo di un territorio che consente di avere a 300 mslm l’aria che si respira in quote non consigliate a chi soffre di particolari patologie.

            Si può ripartire da qui, con i mezzi, le tecnologie e le abitudini di vita che nel frattempo sono venute a disposizione e si sono manifestate per favorire la fruizione dell’ambiente, attraverso una serie di azioni che rendano la Carnia quella che i tecnici del marketing chiamano “ una destinazione turistica di successo”.

   Anche in questo caso proponiamo di partire dai punti di forza; poi di individuare alcune criticità su cui intervenire, senza pretesa di averne redatto un inventario completo; infine di immaginare alcuni interventi sul sistema, per migliorarne l’efficienza e favorire le sinergie.

   Punti di forza sono: il binomio Zoncolan-bicicletta, ormai affermato a livello internazionale, che, grazie ad una azione di promozione che ha saputo dare spazio anche a percorsi e modalità meno estremi, costituisce un importante fattore di richiamo; la disponibilità di percorsi e vie usufruibili a piedi, sia naturalistici di fondo valle, sia di media che di alta montagna, dei quali i volontari, in particolare delle sezioni del CAI, si sono presi cura; l’esistenza di alcune strutture ricettive in quota;  la vivacità e la capacità di attrazione di alcune feste organizzate da associazioni di paese ( quelle delle corti di Ravascletto, Raveo e Sutrio, la festa delle erbe spontanee, quella del prosciutto, quella dei formaggi di malga, le varie sagre dei cjarsons, solo per citarne alcune); la presenza dei poli sciistici invernali e una consolidata presenza nel settore dello sci non alpino (fondo, biathlon); l’esistenza di strutture ricettive: se considerate una ad una con numeri insufficenti per proporsi in modo adeguato sul mercato turistico, ma se considerate nel loro insieme (quindi organizzate a “sistema”) in grado di costituire una non disprezzabile massa d’urto, soprattutto se organizzate nell’ambito di un sistema regionale.

 Azione 1 -       Carnia cicloturistica. Completare una rete di piste ciclabili, unendole in un sistema che faccia della Carnia un territorio interamente fruibile in bicicletta, con le biciclette di vario tipo, da quelle da corsa, alle mountain bike, ma soprattutto fare della Carnia  il Paradiso della bicicletta assistita. Organizzare un servizio di sorveglianza e manutenzione permanente delle piste ciclabili, anche tramite convenzioni con associazioni sportive del territorio.

            Dal punto di scambio treno-bicicletta di Stazione per la Carnia , a quello Auto-Bicicletta di Amaro,  far partire (tanto per cominciare) due percorsi di interesse internazionale: uno incentrato sulle salite della Carnia centrale, sfruttando il richiamo del complesso Crostis Zoncolan, uno che colleghi Monte Croce con la ciclovia Alpe Adria. Su queste due arterie innestare una rete di percorsi minori interconnessi che rendano ogni punto della Carnia di interesse paesaggistico e ambientale raggiungibile in bicicletta. Una parte di questa rete esiste già, ma occorre che i percorsi siano segnalati e commentati in modo adeguato.

Azione 2 – Bike sharing, ma non solo. Costituire un adeguato sistema di supporto, sia per chi già arriva in Carnia con la propria bicicletta, sia per chi preferisce noleggiarla in loco. Si potrebbe pensare ad un parco biciclette da distribuire sul territorio nei punti di ristoro e di sosta di cui all’azione successiva, che diventano stazioni di posta, per lo scambio dei mezzi e la loro messa a punto. Si consente al turista in questo modo di programmare di vivere  il territorio, alternando percorsi a piedi a  quelli in mountain bike o bici assistita.

Azione  4 – Creare un sistema di accoglienza diffuso. Il ritardo nello sviluppo può diventare  opportunità per un turismo alternativo che utilizza gli Agriturismi, B&B, Zimmer, un rinvigorito sistema di Albergo diffuso. Finanziando la sistemazione e  l’adeguamento di ciò che esiste e attraverso un piano che favorisca l’aumento e la qualificazione dell’offerta, si dovrà realizzare una rete di nodi di accoglienza, che sono anche i nodi di sosta dell’azione precedente. Curare, infine, un’azione di marketing dell’intero sistema.

Azione 5 – Individuare degli interventi di attrazione turistica che rendano interessante il territorio per il turismo famigliare. Bene le feste e le sagre, meglio se coordinate tramite un sapiente calendario degli eventi. Bene molte attrazioni già attuate in alcune realtà (in particolare a Forni di Sopra).

   Arta con le sue terme,  i Forni Savorgnani, Sappada, il polo dello Zoncolan,  la conca di Sauris sono realtà che si sono già affermate e che di necessitano di una messa a punto ed a sistema, per prendere nuovo slancio.

  Ma c’è dell’altro. La Val Pesarina, Collina con il massiccio del Coglians e Fleons, la conca di Pani, la via delle vette e la Stentarie sono località e percorsi unici, che hanno solo bisogno di essere adeguatamente segnalati e resi adeguatamente fruibili. E poi il parco delle colline carniche, con le potenzialità per bici, trekking e running dei territori a monte di Lauco, delle colline di Enemonzo, da cui proseguire per le frazioni di Socchieve e, attraverso Preone o il Rest, collegarsi a ulteriori percorsi cicloturistici (della Val d’Arzino, fino a Ragogna e allo Spilimberghese).

  Ma si potrebbe pensare anche ad altro.

   Alcuni spunti:

            Riqualificazione della zona dei Laghetti, a Timau;

            Riscoperta della zona di Val d’Aier;

            Riscoperta dei Piani di Vas;

            Recupero della caserma Cantore a Tolmezzo;

            Riutilizzo della polveriera di Pissebus;

            Vallo Littorio;

            Realizzazione di ulteriori Parchi Avventura, piste per Sci d’erba etc. etc.

            E molto altro si potrebbe aggiungere.

 

Azione 6 – Trasformare la Carnia in un Ecomuseo, mettendo in rete i Musei ma facendo del territorio un museo all’aperto. Con le tecnologie dell’IoT, realizzare l’Internet of Territory rendendo  il territorio “parlante”. Cioè accompagnare il turista nella visita con una App  con indicazioni e spiegazioni per muoversi, ma anche con parole che suggeriscano la suggestione dei luoghi, con il recupero di leggende, con la possibilità di vedere in 3D gli ambienti, come le chiese, che troverà chiusi.

 Azione 7 – A supporto di tutte le azioni fin qui elencate, realizzare un coordinamento di tutte le inziative, una struttura che unisca l’offerta di ospitalità e, soprattutto, un unico ed efficiente sito internet, nel quale il turista, l’escursionista, il cicloamatore ecc. trovino tutte le informazioni e le possibilità di interazione di cui necessitano.

 Azione 8 –  Sull’esempio di Carnia greaters coinvolgere scuole, associazione l’Ute per realizzare un sistema di  guide volontarie. L’azione porterà prima di tutto i residenti a conoscere il proprio territorio, a leggerlo in un modo diverso rispetto a come erano abituati.

   

Azione 9 – Creare il marchio Carnia che unisca la promozione del territorio ai prodotti tipici di cui alle azioni successive. Se è vero che dall’identità carnica ci viene un valore aggiunto  rispetto ad altri territori, è opportuno che il riconoscersi identitariamente  in questo nome diventi il brand, il segno distintivo per farci conoscere e identificare all’esterno con tutto ciò che ha attinenza con il nostro territorio e lo rende particolare e originale.

 

 ASSE 2 -  Ambiente da curare 

             L’obiettivo di rendere più accogliente la Carnia per il turista si traduce automaticamente in quello di renderla più vivibile per il residente. Per questo è necessario che la montagna venga messa in sicurezza e allo stesso tempo vengano attivati degli interventi che riducano il disagio che comunque comporta il vivere in montagna per i maggiori costi legati al clima e alle distanze, con delle azioni che migliorino la sicurezza, riducano i costi e valorizzino le risorse del territorio.

 2/a Garantire la sicurezza.

Azione 1 – Evitare il disservizio che colpisce i paesi di montagna in occasione di eventi atmosferici avversi (nevicate, frane) interrando le linee elettriche e telefoniche. 

 Azione 2 – Interventi sui punti critici della viabilità interna (quelli "storici" e quelli messi in evidenza da calamitosi eventi atmosferici degli ultimi anni).

Azione 3 – Avvio (o riavvio) di modalità permanenti di sistemazioni idrogeologiche, tenendo presente che le manutenzioni prevengono i disastri e che la realizzazione di un programma di piccole manutenzioni può essere affidata ad associazioni, a gruppi di proprietari e a singoli cittadini.

Azione 4 - Riscoperta di un ruolo più attivo e propositivo del Corpo Forestale Regionale.

 

2/B – Ridurre i costi

 Azione 1 – Politica energetica. Puntare all’autosufficienza della Carnia attraverso: .

  • condizioni agevolate dell’energia elettrica prodotta in montagna; sviluppo dell'utilizzo delle biomasse.
  • estensione del modello delle due cooperative elettriche operanti sul territorio all’intera Carnia, con la messa a disposizione di mezzi per acquisire le reti necessarie e realizzare un sistema di cooperative elettriche che copra tutto il territorio;
  • Acquisto da parte della Regione e messa a disposizione del territorio delle Centrali elettriche in dismissione.
  • Energia elettrica dagli acquedotti.

Azione 2 – Metano e Gasolio a condizioni agevolate.  

Azione 3– Riduzione dei costi dei trasporti attraverso:

  • progetto di car sharing comunali per ridurre il  costo dei trasporti agli studenti e agli anziani;
  • progetto di trasporto a chiamata nelle realtà più marginali.
  • Idrogeno dall’acqua con l’utilizzo del sole.. E’ una ricerca in atto, che potrebbe trovare  sperimentazione e realizzazione in Carnia.

 

2/C – Gestire le risorse.

I boschi e i prati sono state le risorse che hanno garantito la sopravvivenza in montagna.  Attualmente più che una risorsa sono quasi diventati un problema. Occorre farli nuovamente diventare risorsa.

 Azione 1 – Consorzio Boschi Carnici. Il Consorzio nato per gestire i boschi dell’Arsenale può essere ampliato nelle competenze e con deleghe da parte dei Comuni per gestire tutti i boschi di proprietà pubblica. Fondendosi con  Legnoservizi, può diventare lo strumento per valorizzare in generale la risorsa legno di tutto il territorio.

Azione 2 – Mettere a rete il sistema lattiero-caseario e favorire lo sviluppo dell’allevamento del bestiame sia  per la produzione di latte che di carne, privilegiando un sistema di microimprese in rete che possa contribuire anche alla manutenzione del territorio.

Azione 3 – Le risorse della montagna non sono tanto quelle materiali quanto le risorse umane che l'ambiente di montagna rende più capaci di valorizzare le opportunità. Si dovrà quindi puntare all'avvio di start up locali in qualsiasi segmento di business, dall’agroalimentare all’aerospaziale in un incubatore di imprese gestito dal Cosilt.

 Azione 4 – Importare start up con agevolazioni analoghe a quelle delle locali e mettendo a disposizione case di paese ora inabitate.

 Azione 5  – Utilizzo innovativo della risorsa legno attraverso la prototipazione e nuove soluzioni nell’edilizia che tendano a una nuova valorizzazione del legno.

Azione 6  – In città si pensa all’utilizzo dei droni per servizi a domicilio. Molto più logico portare la sperimentazione ma anche la ricerca tecnologica in montagna. Dagli elicotteri di Amaro ai droni! 

 Azione 7 - Acquisto da parte dell’ATER (ex IACP) di case in vendita da sistemare e mettere a disposizione di chi chiede di venire a vivere in montagna, in particolare giovani imprenditori.

 

 

MACRO AREA 2  – INCLUSIONE

 

            Inclusività è l’azione volta a estendere a quanti più soggetti possibili il godimento di un bene o la partecipazione a un sistema e o attività. Ci si propone di sviluppare un sistema integrato che attragga al godimento dell’ambiente “Carnia”, partecipando alle iniziative per il suo sviluppo.

             Dalle azioni sul turismo possono derivare i primi impulsi che vanno però sviluppati con azioni specifiche mirate da un lato a favorire l’arrivo  nei paesi di gente nuova, soprattutto giovani, dall’altro a far si che i paesi diventino luoghi attrattivi.

 Azione 1 – Far rivivere (in qualche caso rinascere!) i paesi favorendo il costituirsi delle  Associazioni di paese. Non consulte, ma Associazioni operative, alle quali il Comune demanda la gestione del territorio di pertinenza. Affida la gestione dei boschi di proprietà comunale, che l’Associazione curerà ricorrendo ai servizi del Consorzio Boschi-Legnoservizi. L’Associazione potrà curare la sentieristica, con il supporto del CAI, potrà organizzare le giornate ecologiche di paese.

 I territori incolti dovranno essere affidati in comodato d’uso all’Associazione, che organizzerà la  gestione e lo sfalcio, anche attraverso appalti ad imprese agricole. 

L’Associazione di Paese può costituirsi in cooperativa di produzione e consumo dei prodotti locali, mettendosi in rete potranno ricreare, partendo dal basso, quella che è stata la Cooperativa Carnica. Da paesi ad economia circolare si può  passare alla Carnia ad economia circolare.

  Prima ancora che la gestione del territorio, le Associazioni di paese dovranno avere prioritariamente il compito di far rivivere, rianimare il paese in collaborazione con i Comuni che assumono come compito prioritario quello dello sviluppo sociale, avendo delegato alla Comunità di Montagna le competenze riguardanti urbanistica, opere pubbliche, gestione dell’anagrafe.

 In sinergia quindi tra Comuni e Associazioni di paese favorire il ricrearsi del sistema di aggregazione sociale che  renda particolare la vita in ognuno dei 128 paesi della Carnia rispetto a quella di città e finisca quindi per aumentare il fascino.

 Azione 2 – Carnia salute/benessere. Rafforzare la vivibilità, facendo della  Carnia un sistema di eccellenza dal punto di vista sanitario, sviluppando le iniziative già in atto per  un progetto pilota di medicina diffusa, mettendo in rete i medici di base con l’Ospedale di Tolmezzo, spoke dell’Ospedale di Udine.

 Azione 3 – A supporto tecnologico dell’azione precedente, per migliorare la qualità della vita dei residenti e per favorire l’inclusività, rovesciare il concetto di perifericità, facendo della montagna un luogo centrale per la ricerca e sperimentazione nell’uso delle nuove tecnologie nell’ambito della telemedicina e della teleassistenza. Realizzare quindi  una rete informatica sperimentale di telemedicina per superare le criticità delle zone periferiche e marginali. I progetti possono essere sviluppati nel CIT di Amaro ed essere sperimentati sul territorio.

     

Azione 4 – Alla telemedicina affiancare la teleassistenza. Ripensare un sistema di assistenza che, utizzando le professionalità esistenti, porti in prospettiva ad una destrutturazione delle  faccia case di riposo. Realizzare una rete per dare risposta al bisogno di aiuto reciproco tra vecchie nuove generazioni.  In questo contesto, si potrà avviare un ridimensionamento delle strutture residenziali per anziani, sperimentando modalità che consentano agli anziani di restare nei paesi e di essere attivi. COHAUSING?, applicando all’assistenza domiciliare le tecnologie dell’IoT.

 Azione 5  - Collegato al sistema di telesoccorso, l’infermiere di paese, come riferimento fisico di un sistema di telemedicina e teleassistenza diffuso su tutto il territorio. La tecnologica deve essere sempre supportata dalla presenza umana.

 Azione 6-  Attivare in ogni paese il Tagesmutter, come asilo nido.   

 NOTA:  Silver Economy. E’ l’economia che si basa sui consumi della parte più anziana della popolazione. Già oggi degli anziani hanno scelto di abbandonare la città per vivere in Carnia il periodo della pensione. E’ un fenomeno che deve essere analizzato e può essere sviluppato. Ma anche il turismo slow che si è messo alla base del piano può essere la leva per favorire la Carnia silver economy

  

Azione 6 – Inclusività e formazione

             La scuola e l’istruzione possono svolgere un ruolo importante  per lo sviluppo della Carnia e renderla più inclusiva, se si sciolgono alcuni nodi  che penalizzano ancora oggi la scuola di montagna e si porta la scuola ad essere il veicolo per ricreare un rapporto positivo con l’ambiente di montagna. 

 

Progetto  1.- Riattivazione  dei Patti territoriali, creando spazi nei percorsi didattici gestiti da personale esterno, con l’obiettivo di fare della conoscenza del territorio una materia di studio. Obiettivo del progetto potrà essere la conservazione dei “saperi” tipici di ogni paese, la specificità dell’idioma.

Progetto 2 – Riattivazione i del Centro servizi scolastici dell’Altofriuli, con compiti di coordinamento delle istituzioni scolastiche, monitoraggio dell’adeguatezza del servizio scolastico, formazione del personale e “premialità” per garantire la continuità didattica.

Progetto 3 - Sviluppo della teledidattica come strumento di integrazione e collegamento tra piccoli plessi con pluriclassi.

Progetto  4 – Alternanza scuola lavoro gestita dalla Comunità di Montagna, con progetti concreti finalizzati soprattutto a far sì che i giovani percepiscano le tante opportunità di business che possono essere collegate al vivere in montagna e si immaginino impegnati in queste attività.

Progetto  5 –  “I Nipoti insegnano ai nonni.“ Idea già realizzata altrove, quella di coinvolgere l’UTE, portando i nipoti a insegnare ad utilizzare i nuovi strumenti.

Progetto  6 –Municipio/punto telematico. Sembra facile accedere ai servizi attraverso internet, ma non è così. Se in ogni Municipio si attiva un punto fisico di accesso, diventa più facile per i cittadini farne l’uso più appropriato. L’esperto può così fare da supporto anche alla scuola per la teledidattica. 

 

         

  MACRO AREA  3 – DIGITALIZZAZIONE

           

            L’handicap maggiore della montagna è quello delle distanze. Oggi internet consente di superare almeno parzialmente il disagio. Ma proprio per questo le iniziative volute dall’UE per la digitalizzazione devono avere una priorità assoluta per la montagna e sono alla base di tutte le azioni precedenti. E prioritario è intervenire con un piano complessivo, sia per ridurre le distanze e facilitare i collegamenti all’interno, sia per immettere il territorio nel sistema dei collegamenti internazionali

 

 Azione 1 – Banda larga a massima diffusione e massima potenza, a costi agevolati.  Monitorare continuamente la prosecuzione dei cantieri di Open Fiber, che, a causa anche di vicende nazionali, proseguono a rilento, il tutto accompagnato da  adeguata “formazione” di Enti, imprese e cittadini per la migliore utilizzazione della rete. L’infrastrutturazione informatica e telematica non potrà portare a un effettivo superamento del digital divide se non si tengono presenti alcune condizioni di base, secondo quanto afferma Luigi Gubitosi, CEO TIM  “Le reti per poter generare valore devono essere utilizzate in maniera diffusa e uniforme: perché questo possa avvenire servono persone e imprese in grado di utilizzarle in modo efficace, disponendo degli strumenti, delle competenze e della formazione adeguati.” 

            Si sono già anticipati i punti relativi all’utilizzo della rete per l’applicazione la sperimentazione e lo sviluppo di sistemi avanzati di telemedicina, teleassistenza, telesoccorso, teledidattica. Ma l’introduzione delle nuove tecnologie deve essere seguito da una formazione all’uso, per questo si è immaginato di avere un riferimento in ogni Comune facendo del Municipio un punto telematico.

 

Azione 2 – 5G diffuso, per  arrivare a IoT, ove la T sta per territory. Vale a dire: Internet of Territory, cioè un territorio che colloquia con il turista e l'escursionista che lo attraversano.

            La montagna come luogo “estremo” può essere il territorio più idoneo per ricerca e sviluppo di prodotti e sistemi innovativi, in particolare in questo settore.

            Con la fibra si possono servire i paesi, con il wi-fi si può realizzare una interattività interna, ma l’ambiente montano richiede più di ogni altro lo sviluppo di sistemi che consentano di essere collegati in ogni punto del territorio sia per esigenze turistiche, che  per garantire  un vero sistema di telesoccorso.

 

Azione 3 – Infrastrutture. Potrebbe sembrare fuori luogo il collegamento tra digitalizzazione e infrastrutture. C’è tuttavia  un nesso quando si tratta di infrastrutture che collegano il territorio al mondo esterno, come avviene con la digitalizzazione. In questo senso, si ipotizza la realizzazione di alcuni progetti di notevole impegno finanziario, ma facilmente cantierabili e l’approfondimento della fattibilità di progetti futuri:

Progetto  1 – Sistemazione e messa in sicurezza della strada per Monte Croce Carnico.

Progetto 2 – Unificazione di tutte le reti fognarie in un unico collettore collegato a quello della cartiera di Tolmezzo. E’ un progetto che  non darebbe benefici diretti alla Carnia ma che consentirebbe di dare un esempio di come la montagna si preoccupa anche della pianura, scaricando nel Tagliamento acque depurate secondo le tecnologie più evolute.

Progetto 3 – Attualmente la Carnia può essere vista come una isola adagiata sull’Autostrada Trieste Monaco. Già in passato si è immaginato di favorirne lo sviluppo migliorando il collegamento con il Centro Europa, trasformandola  in un bivio, aprendo una viabilità autostradale o ferroviaria attraverso la Val Tagliamento.  L’occasione  dei finanziamenti europei può riproporre il tema, almeno a livello di studio.

  

INDICAZIONI FINALI

Per i motivi indicati all’inizio, si è pensato ad un complesso di azioni ad ampio respiro e mirate coerentemente alla rinascita. Si è anche detto che non tutte queste azioni debbono e possono trovare spazio nell’ambito del Ricovery Plan.

Quelle che sembrerebbero più idonee a rientrare in quell’ambito sono:

-          le infrastrutture (azione 3 della macroarea digitalizzazione);

-          la sistemazione della viabilità interna;

-          gli interventi a supporto del turismo, dell’agricoltura e dell’allevamento, se gli interventi saranno mirati non solo ai “ristori” ma anche al rilancio;

-          se così fosse, anche il completamento della rete delle piste ciclabili;

-          tutto quanto proposto a proposito di sanità e assistenza.

La infrastrutturazione digitale sembrerebbe poter procedere con i mezzi ed i programmi già in fase di attuazione. Occorrerà comunque seguirne con attenzione i progressi, per prevenire ulteriori ritardi ed evitare ostilità preconcette al 5G.

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